L’edificio è una struttura che può essere paragonata a un contenitore nel quale confluiscono energie di diverso tipo. Tali energie interagiscono sia con l’edificio sia con le persone e le cose che si trovano all’interno e per questa ragione possono subire un aumento o una diminuzione oppure essere trasformate. Tutto questo “lavoro” comporta degli sprechi, i quali possono essere ridotti mediante alcuni accorgimenti tecnici, ampiamente conosciuti e già alquanto diffusi. Uno degli ambiti riguardo ai quali è possibile intervenire al fine di ridurre gli sprechi energetici è la coibentazione.
La coibentazione permette d’operare su due fonti energetiche, quella termica e quella acustica/vibrazionale attraverso l’isolamento delle parti dell’edificio, dove si abbiano differenti condizioni ambientali; pertanto, una tale tecnica porta a ottenere un isolamento termico e uno acustico allo stesso tempo, riducendo il passaggio da un ambiente all’altro di entrambe le energie.
La coibentazione è effettuata inserendo tra due ambienti alcuni materiali speciali, che assorbono o riflettono l’energia termica e acustica (bassa conducibilità termoacustica), migliorando così l’efficienza energetica dell’edificio.
Un’adeguata coibentazione delle pareti d’un edificio permette di ridurre il flusso termico in uscita dall’ambiente interno (casa, ambiente da mantenere caldo) verso l'esterno freddo nella stagione fredda.
Al contrario, durante la stagione calda, un’adeguata coibentazione impedisce che il flusso termico penetri nell’edificio (parte interna da mantenere fredda).
L’Unione Europea ha legiferato in materia attraverso la Direttiva 2001/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia, direttiva recepita in Italia dal Decreto Legislativo N. 192/2005; tale direttiva punta al miglioramento dell’efficienza energetica e una delle tecniche utilizzabili in tale senso è l’applicazione di materiali coibentanti.
I punti critici all’interno d’un edificio sui quali si può operare mediante la tecnica della coibentazione sono:
- le pareti,
- i tetti,
- i pavimenti, e
- i ponti termici.
La coibentazione delle strutture d’un edificio consiste nell’inserimento di materiali ad alta resistenza termica, applicati nei seguenti modi:
- esternamente all’edificio (isolamento a cappotto),
- internamente all’edificio,
- all’interno delle pareti (intercapedini).
L’unico reale inconveniente che la coibentazione può portare è la creazione di condensa e, dunque, lo sviluppo d’alghe o muffe: in questo caso, una corretta areazione e l’utilizzo di prodotti specifici, annullano questi problemi.
I materiali utilizzati per coibentare un edificio possono essere sia naturali (sugheri, legni, parquet, fibra di canapa, tessuti) sia sintetici (lana di roccia, polistirene, moquette). Tali materiali, se correttamente inseriti nella struttura, fanno si che si riducano drasticamente i flussi energetici da un ambiente a un altro, migliorando sia il confort abitativo sia riducendo i costi energetici.