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Certificazioni

Per certificare e qualificare componenti, prodotti, impianti e servizi esistono due tipi di certificazione: la regolamentata e la volontaria.

La certificazione regolamentata si riferisce a leggi che impongono soluzioni tecniche e controlli di garanzia per la sicurezza del prodotto o del servizio. In Europa vi sono le direttive comunitarie, mentre nei Paesi extra UE vigono le leggi nazionali, il cui obiettivo è la sicurezza finale del prodotto, nonostante in tali paesi vi possano essere alcune barriere commerciali all’ingresso. Gli organismi di certificazione sono chiamati a operare in modo diverso, secondo il tipo di legge: in caso di direttive europee, gli organismi di certificazione si chiamano organismi notificati, nel caso di leggi nazionali, gli organismi di certificazione sono conosciuti come organismi di omologazione.

La certificazione volontaria si basa su un documento normativo che fornisce un’impostazione tecnica per il prodotto, la cui origine è data dalla media delle indicazioni d’ogni parte interessata a quel prodotto o servizio: i costruttori (prima parte), gli utilizzatori (seconda parte) e gli organismi di certificazione (terza parte), che intervengono nella fase certificativa per garantire la conformità ai documenti normativi.

Per documento normativo s’intendono le norme tecniche emesse da organismi di normazione internazionali, europei e nazionali (ISO, IEC, CEN, CENELEC, UNI, CEI e altri), le specifiche tecniche promosse da organismi di terza parte e quelle di grandi committenti.

La certificazione regolamentata e volontaria prevede due linee di certificazione: quella dei sistemi di gestione e quella dei prodotti e dei servizi.

La certificazione dei sistemi di gestione fa riferimento alla norma volontaria internazionale UNI EN ISO 9001 e a tutte le successive derivazioni (UNI EN ISO 14001 per l’ambiente, OHSAS 18001 per la sicurezza e altre). Questa norma copre gli aspetti di gestione aziendale e, nel caso del prodotto, garantisce l’uniformità di produzione e l’applicazione di leggi e norme su quest’ultimo, senza verificarne la corretta applicazione.

La certificazione dei prodotti e dei servizi ha come riferimento un documento normativo specifico per il prodotto o il servizio, che garantisce la conformità e il mantenimento della stessa nel tempo, così come verificata inizialmente. L’evidenza di tale conformità è data dall’applicazione del marchio dell’organismo di certificazione sul prodotto (ICIM-P per ICIM) o d’altri marchi volontari o regolamentati di proprietà di enti (marcatura CE nella certificazione regolamentata, marchio KEYMARK/CEN, IEC-CB Scheme/IEC nella certificazione volontaria).

L’iter di certificazione in entrambi i casi ha uno svolgimento simile: si ha una verifica documentale (manuale della qualità per i sistemi di gestione, fascicolo tecnico e piano di fabbricazione controllo per la certificazione dei prodotti), una visita ispettiva in azienda e/o dove è fabbricato il prodotto e, soltanto per la certificazione dei prodotti, un prelievo di campioni in azienda o sul mercato, seguito dalle prove di conformità in laboratorio. A esito positivo d’un tale iter c’è l’emissione del certificato e l’avvio della sorveglianza annuale (visita ispettiva per i sistemi di gestione, per il prodotto anche prove di sorveglianza).

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